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"Il prodotto sinestetico è fortemente paralizzante per la mente degli artisti"

 

INTERNATIONAL DESIGN WORKSHOP AD “ SEP PULLITION ”

Verde Blù , Fiera di Padova 20/23 Marzo 2002

Performance Gruppo Sinestetico ( A. Sassu, M. Albertin, M. Perseghin) 

Venerdì 22 sera ore 17- Durata: 15 minuti

Azione:

Il sinesteta Perseghin inizia la performance tagliandosi la barba.

Il pelo della barba tagliata viene raccolto nell’azione di riciclo in un vaso di vetro trasparente avente nell’etichetta l’indicazione del contenuto di scarto umano/artista.

Contemporaneamente gli altri due sinesteti Sassu e Albertin, si laveranno i capelli mischiando il proprio odore con l’acqua.

La stessa verrà raccolta nell’azione di riciclo in due ulteriori vasi di vetro trasparenti, aventi l’etichetta che ne indica il corrispettivo contenuto di scarto umano/artista.

Gli asciugamani usati verranno stesi su una corda tesa con delle mollette da bucato.

L’azione verrà sonorizzata con una musica composta dagli stessi sinesteti.

   
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conversazione

ag52 (Ruggerini, Toni)

Gruppo Sinestetico (Albertin, Perseghin, Sassu)

 

(ag52) Esiste una tradizione artistica che, nei secoli, ha consapevolmente tentato il raggiungimento di un’arte totale, implicante un coinvolgimento plurisensoriale. Già l’estetica barocca, per fare un esempio, ha tentato, a suo modo, di raggiungere questa totalità spingendosi verso una marcata “teatralità”, con il passare del tempo, poi, tale ricerca ha finito per spostare il proprio intervento sull’artista stesso e sul suo rapporto diretto col pubblico che diviene sempre più parte integrante dell’opera... Ci sembra che i vostri lavori debbano essere letti proprio valorizzando questa ricerca di interattività plurisensoriale nei confronti del pubblico. Risulterebbe riduttivo leggere le vostre opere come mera “offerta plurisensoriale”; sarebbe, a nostro avviso, più giusto parlare di una tendenza al “coinvolgimento plurisensoriale”; non più “artista” e “pubblico” come due sfere separate, ma una totalità appunto, una “comunità sinestetica”. Dall’idea di “offerta sinestetica” ad una di “comunità sinestetica”. Cosa ne dite?

(Gruppo Sinestetico) Il Gruppo Sinestetico si propone di continuare la "demolizione" del muro che divide la vita con l'arte proponendo azioni "artistiche" che sono comuni al vivere quotidiano, d’ispirazione Fluxus e ponendo particolare attenzione alla stimolazione sensoriale

(ag52) Ci sembra che il vostro manifesto si ponga in un ottica de-strutturante non solo nei confronti dell’Arte tradizionalmente intesa (e praticata) dal punto di vista dell’autore, ma tanto più nei confronti di una percezione “esterna” della stessa, che - nell’osservatore, nel riguardante, o che dir si voglia - tende a sedimentare congeniti portati d’artisticità (o presunti tali) su materiali e tecniche “nobili”, per così dire. Parliamo ad esempio del marmo e del bronzo in scultura, o dell’olio su tela in pittura, ma potremmo allargare queste considerazioni anche a gestualità “estreme” culturalmente riassorbite e ri-accreditate tra i “cult” epocali (ad esempio i “tagli” di Fontana o il “dripping” di Pollock). Per questa strada, il rischio è quello di un’incongruente processo di “oggettivazione” dell’Arte, tale da fissare nell’immaginario dello spettatore/fruitore l’illusione che la stessa possa ancora vivere (come è successo in passato) di riferimenti e modelli obiettivi. Come vi ponete – una volta evidenziata la scelta di campo “sinestetica” e quindi la necessità programmatica di un’interazione tra i livelli percettivi – nella scelta dei singoli “materiali”  per la costituzione del “corpo” (fisico o concettuale) dell’opera?

(Gruppo Sinestetico) Riteniamo il Pensiero dell'Arte più durevole dell'oggetto artistico appeso alla parete o conservato nel nome del mercato. E' per questo dunque che l'azione artistica (performance), proprio perché effimera, rappresenta il punto più vicino al nostro pensiero e sintetizza la nostra poetica nel nostro vivere quotidiano; mantenendo inalterato il concetto di Arte di tutti e per tutti (il gruppo comunica da anni nella rete della Mail-Art o scambio postale).

(ag52) Per quanto “sin-estetico” (e quindi legato ad una matrice pluri-sensoriale) ci sembra di poter dire che il vostro gesto rimandi implicitamente anche ad una dimensione “noetica” (quello che si sa, quello che si conosce anche se non si vede, sente, ecc…) dell’opera, non arrestandosi all’evidenza dei sensi. In quest’ottica il “dietro le quinte” diventa parte integrante e inscindibile della rappresentazione, affrancando – in una logica di processo, di strutturazione in progress – la fase preparatoria dalla subordinazione logico-cronologica all’evidenza finale. Già in passato Cézanne (termine “a quo” dell’arte contemporanea) era arrivato a concretizzare nel “dietro le quinte” della propria rappresentazione un percorso di lettura che ponesse in evidenza – nel caso – le dinamiche percettive (anche se limitatamente alla vista) dello spettatore. Esiste - consustanziale al vostro fare artistico – una riflessione cosciente circa le modalità dell’interazione sensoriale a cui vi riferite? E nel caso, quale rapporto sviluppa tra percezione e conoscenza concettuale?  

(Gruppo Sinestetico) Il pensiero utopico proposto è quello di avvicinamento, nella stimolazione sensoriale /energetica collettiva, tra artista e "spettatore", cioè allo sviluppo sensoriale potenziato o meglio restaurato da ambo le parti, in un unico atto artistico. E' proprio per questo che operiamo con mezzi espressivi diversificati e multidisciplinari che tendono ad una unificazione sensoriale nell'Opera d'Arte Totale, concettualizzata e sentita da molti artisti come un bisogno vitale nella fusione delle "Arti"; come ad es. il temerario "Prometeo" di Sckrjabin, per quando riguarda l'arte visiva e musicale.

(ag52) Nella creazione di situazioni sinestetiche, svolge un ruolo importante il luogo, lo spazio in cui si organizza la performance. Le avanguardie storiche hanno contribuito notevolmente all’estensione dei luoghi di intervento artistico. Da questo punto di vista, quali sono le scelte che operate relativamente allo spazio di intervento?

(Gruppo Sinestetico) Pensare di continuare a seguire soltanto i percorsi "museali" per vivere e capire il fare artistico, ci angoscia e ci reprime; pensiamo sia importante spostare il punto di "vista" verticale dello spettatore, tipico nella tradizione pittorica e di "conservazione", in un punto di osservazione sensoriale sinestetico. Crediamo sia necessario porsi in maniera diversa e mai comoda nei confronti delle "convenzioni" artistiche proprio perché il pensiero come tale non è mai un fatto di comodità.

 

 

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MANIFESTO DEL MOVIMENTO SINESTETICO


Oggi Giovedì 18 Febbraio 1999,

in nome dell'arte nasce il MOVIMENTO SINESTETICO.

Nasce sulla base di una evoluzione di Pensiero Sinestetico sviluppatosi nella storia;
cioè dalla ricerca utopica di un unico lavoro d'arte Totale, creata da un interscambio
di linguaggi espressivi.
Essi hanno come obbiettivo unico la stimolazione dei 5 ( 6 ) sensi umani e come fine
la creazione di un'opera d'ARTE TOTALE.
Superando quindi i tentativi fatti in passato e utilizzando l'esperienza di questi; senza
soffermarsi unicamente al fondamentale rapporto tra Colore / Suono, ma estendendo
i livelli di percezione ad altre forme espressive.
Consideriamo quindi le possibilità Comunicativo / Espressive nel contesto storico
attuale, prendendo come fonte d'ispirazione le avanguardie del '900 e partendo da
queste, prepariamo lo scambio generazionale.

I SINESTETI : Matteo Albertin - Antonio Sassu - Massimo Perseghin

 

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GRUPPO SINESTETICO

Via N. Tommaseo n° 4 - 35038 Torreglia (PD) - ITALIA

e-mail: sinest.sassu@libero.it

web site: www.grupposinestetico.it

 

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