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panoramiche duemila:      duemila parole...      duemila identità...

 

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arte / editoria

Recensioni e Segnalazioni
   Maniera moderna e Manierismo
  di  Gioacchino Toni  
  
Renato Barilli, Maniera moderna e Manierismo, Feltrinelli, 2004, pp.302, € 30,00.

L’autore, in aperta polemica con la “lettura debole” proposta nel 1960 dallo storico dell’arte John Shearman, rilancia una “lettura eroica” del Manierismo

    inaugurata da una parte della critica artistica di area austro-tedesca (es. Max Dvorak, Walter Friedländer ed Arnold Hauser) nel corso della prima metà del Novecento. In particolare Barilli struttura la sua analisi recuperando lo studio dell’evoluzione stilistica proposto dal Vasari nel corso del Cinquecento, ove vengono distinte le ben note “tre maniere” (intese come sinonimi di “stili”). L’introduzione di elementi di aderenza alla realtà già presenti nella “prima maniera”, vengono sviluppati in senso scientifico nella “seconda” ma, secondo l’analisi vasariana, è soltanto con la “terza maniera”, o “maniera moderna”, che si raggiungono esiti pienamente naturalistici (resa atmosferica, rappresentazioni sciolte e vitali...). [continua Carmilla On Line
    
  Visioni alterate (1/2)
  L’abbandono artistico della “retta via” operato da Blake, Füssli e Goya
  di  Gioacchino Toni e Gianluca Ruggerini 
 
Per individuare le radici profonde di un’instabilità che si riverbera anche a livello artistico e culturale, occorre tornare alla Rivoluzione francese. In quanto epigono illuminista ritortosi contro il razionalismo che lo ha generato, essa apre ad una

serie di inquietudini esistenziali a cui la Restaurazione - con le proprie risoluzioni politico-militari - non è in grado di fornire soddisfacenti e durature risposte. Ci riferiamo in particolare ai sentimenti di individualismo e di rivolta che in quel fatidico 1789 trovano la prima vera occasione di sfogo, imponendo universalmente l’equazione libertà morale = libertà politica. Nel suo massimo fulgore, l’età dei Philosophes si era mossa nell’alveo di un’incontestata sensibilità “classica”, legata alla positiva armonizzazione di dimensione ideale e tempo presente, ma tra il 1770 e il 1790 cominciano ad emergere in tutta Europa segnali di incrinatura dell’ottimistica fede nella ragione e nei suoi custodi culturali e politici. [continua Carmilla On Line

  
  Visioni alterate (2/2)
  L’abbandono artistico della “retta via” operato da Blake, Füssli e Goya
  di  Gioacchino Toni e Gianluca Ruggerini 
 

La pittura degli incubi di Johann Heinrich Füssli

 

Originario di Zurigo, introdotto allo Sturm und Drang tedesco da Johann Jakob Bodmer, Füssli completa la propria formazione col tradizionale grand tour italiano per poi 

 

trasferirsi definitivamente in Inghilterra sotto il nome di Henry Fuseli. La letteratura ed il teatro rappresentano i veri punti di riferimento dell’opera di Füssli, centrata soprattutto sulle suggestioni di Omero, Dante, John Milton e William Shakespeare. Alle “tematiche innaturali” desunte da questi autori lo svizzero accorda uno stile pittorico altrettanto fantasioso, fatto di ardite torsioni dei corpi, deformazioni mostruose e dimensionamenti inverosimili dei diversi personaggi. [continua Carmilla On Line

  
  Paul Cézanne (1/2) 
  La svolta contemporanea di Paul Cézanne (1/2)
  di  Gioacchino Toni e Gianluca Ruggerini 
 

Dopo avere fatto tappa a New York (Museum of Modern Art) e a Los Angeles (County Museum), la mostra Cézanne et Pissarro 1865-1885, che propone un interessante parallelo tra la produzione dei due pittori, 

sarà a breve allestita a Parigi presso il Musée d'Orsay (Salles d'exposition temporaire, dal 28 febbraio al 28 maggio 2006). In occasione dell’imminente apertura dell’esposizione parigina vale la pena insistere sulla sostanziale differenza esistente tra le proposte dei due artisti: ancora interno a una logica moderna Pissarro, indirizzato nella ricerca di nuove modalità di rappresentazione della spazialità contemporanea Cézanne.
Questo breve scritto intende tratteggiare la portata delle novità cézanniane anche alla luce delle tante mostre organizzate negli ultimi anni che tendono, in qualche modo, ad annacquare la produzione dell’artista di Aix en Provence all’interno di una sorta di indistinta nebulosa impressionista che appare più utile a richiamare il grande pubblico che non a un vero e proprio approfondimento.
[continua Carmilla On Line 

 
  Paul Cézanne (2/2)
  La svolta contemporanea di Paul Cézanne (2/2)
  di  Gioacchino Toni e Gianluca Ruggerini
 

Nato a Aix in Provenza nel 1839, Paul Cézanne si affianca cronologicamente alla compagine degli impressionisti, essendo praticamente coetaneo di 

Alfred Sisley (1839-1899) e Claude Monet (1840-1926) e di solo una decina di anni più giovane di Edouard Manet (1832-1883) e Camille Pissarro (1830-1903). La sua vicenda umana ed artistica incrocia in più occasioni le loro, ma difficilmente i rispettivi esiti avrebbero potuto risultare più distanti. Mentre infatti gli impressionisti portano a compimento il ciclo della modernità - evidenziandone in ultima analisi anche il “limite”, come abbiamo visto -, Cézanne, muovendosi in tutt’altra direzione, apre la strada all’arte contemporanea (di cui a buon diritto può essere considerato il vero padre). [continua] Carmilla On Line 

  

 

Gli stili nel tempo - La modernità
  a cura di ag52
 Recensione L'immaginario della modernità tra arte e costume
  Recensione - Gli stili nel tempo - di Antonio Cerchiari - dal sito Carmilla On Line 
  Gli autori propongono... una particolare lettura dell’immaginario moderno che sembra rifarsi, in parte, alla tradizione dei cultural studies anglosassoni. Toni e Ruggerini riprendo studiosi come Erwin Panofsky, Marshall McLuhann e Renato Barilli, autori che, più di tutti, hanno insistito sugli stretti rapporti tra arte, tecnologia ed immaginario collettivo.... [continua]
   
 toni / ruggerini Storia dell'arte e del costume
  nell'età moderna
   G.Toni - G.Ruggerini, Gli stili nel tempo, Clitt, Roma 2005
 
gli stili nel tempo

L’analisi delle diverse fasi storiche che contraddistinguono l'epoca moderna (compresa tra l'inizio del XV ed i primi del XIX sec), risulta scandita dal confronto tra Esperienze artistiche ed Elementi di costume

  La trattazione delle Esperienze artistiche segue un criterio “fenomenologico”, volto a cogliere diacronicamente e sincronicamente il perpetuo cambiamento degli stili in relazione ad individuati elementi di invarianza epocale (il filo che ne lega e ne disciplina la trasformazione). L’esposizione degli Elementi di costume adotta invece uno sguardo più sociologico (preoccupandosi però di indicare i mutamenti stilistici per quanto riguarda l’abbigliamento in senso stretto). 
   G.Toni - G.Ruggerini, Gli stili nel tempo, Clitt, Roma 2005
  

more info >> Introduzione ed indice                    [.pdf]

                Gli stili nel tempo

  

recensione >> L'immaginario della modernità... 

                        di Antonio Cerchiari                                 [.pdf]

  

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Recensioni e Segnalazioni   (10/2003)
  L'opera narrativa di Valerio Evangelisti
  a cura di  Gioacchino Toni
 
v.evangelisti Note su Valerio Evangelisti
   Le opere di Evangelisti sono state tradotte in francese, tedesco, spagnolo, portoghese, brasiliano, ebraico, ceco, slovacco, turco, croato e rumeno.
Valerio Evangelisti

Ha vinto il Premio Urania, il Premio Italia, il Prix Europe dell'Eurocon di Praga, il Prix Italia per la radiofonia, il Premio cinematografico FICE, il Prix Graham Masterton, il Prix Tour Eiffel ed il Grand Prix de l'imaginaire.

more info >> eymerich.com

  

   

I romanzi di Valerio Evangelisti
   10/2003 (available .pdf)  more info >> eymerich.com

 

      
illustrazioni

Illustrazioni per Metallo Urlante

illustrazioni palumbo

Illustrazioni per Metallo Urlante (2000) di Giuseppe Palumbo

 

Gli originali sono conservati presso il centro HIROSHIMA MON AMOUR di Torino.

  

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Recensioni e Segnalazioni   (09/2003)
  

arte sacra

Specificità dell’arte sacra.
gh

Titus Burckhardt, L’arte sacra in oriente e in occidente. L’estetica del sacro, Tascabili Bompiani 2003

arte sacra Il testo di Titus Burckhardt, Principes et methodes de l’art sacre, rappresenta un buon punto di partenza per chi voglia approfondire le peculiarità proprie dell’arte sacra passando in rassegna induismo, cristianesimo, islamismo, buddismo e taoismo. 09/2003 [complete] 

        

design & crime

Arte e critica nella/della contemporaneità
gh

Hal Foster, Design & Crime, Postmediabooks, 2003. 

Design & Crime - Hal Foster

Questa raccolta di saggi di Hal Foster  si presenta come polemica resa dei conti nei confronti delle recenti modificazioni che hanno attraversato il design, l’arte, l’architettura e l’intero sistema culturale. 09/2003 [complete] 

  

re-real

L'avanguardia di fine secolo.
gh

Hal Foster, The Return of Real,The MIT Press 1999 (Third Printing) 

The Return of the Real - Hal Foster

Dopo i paradigmi di arte - testo negli anni ‘70 ed arte - simulacro negli anni ‘80, saremmo testimoni di un “ritorno del reale”. Gli ultimi tre decenni di arte e teoria vengono qui indagati ripensando il rapporto fra avanguardie storiche e nuove.  09/2003 [complete] 

  

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Recensioni e Segnalazioni   (05/2005)
  
G.Toni - G.Ruggerini, Gli stili nel tempo. Esperienze artistiche ed elementi di costume nell'età moderna, Clitt, Roma 2005, 352pp., euro22,40 - ISBN 88-89140-15-1 
>>> Il testo è in vendita esclusivamente presso le librerie che trattano testi scolastici
Introduzione                                                     Indice: [.pdf]
gli stili nel tempo Il testo Gli stili nel tempo analizza la Storia dell’arte e del costume nell’epoca moderna, secondo una periodizzazione che la inquadra tra il XV ed i primi del XIX sec. L’analisi delle diverse fasi storiche risulta scandita dal confronto tra le Esperienze artistiche e gli Elementi di costume.  

Le Esperienze artistiche introducono tanto le peculiarità stilistiche del periodo in esame - con particolare attenzione al contesto “culturale” (a livello di idee e di tecnologie) entro cui si manifestano – quanto i protagonisti che le portano avanti. La trattazione segue qui un criterio fenomenologico, volto a cogliere diacronicamente e sincronicamente il perpetuo cambiamento degli stili in relazione ad individuati elementi di invarianza epocale (il filo che ne lega e ne disciplina la trasformazione).

La trattazione si apre con  l’analisi del Rinascimento, inteso quale atto di nascita della “modernità” artistica: preso atto dell’emancipazione di un nuovo stile dai linguaggi “duri” e “schematici” dell’arte precedente, lo studio dei suoi tratti distintivi si traduce ipso facto nella codifica di quelle che si riveleranno come costanti moderne, riscontrabili anche nelle esperienze artistiche post-cinquecentesche. È in tal senso l’ideale della “mimesi” (riproduzione fedele della natura) a segnare lo stacco da ciò che c’era prima e a garantire la continuità in ciò che viene dopo, perlomeno fino agli inizi dell’Ottocento.

Partendo dal discernimento fenomenologico di Giorgio Vasari (le sue famose “tre maniere”), il testo sviluppa una chiave di lettura innovativa, che rapporta le trasformazioni stilistiche a specifici assetti dell’immaginario collettivo, indagato tanto nei suoli livelli culturali “alti” (di carattere intellettuale), quanto in quelli “bassi” (di carattere “materiale”, legati al fare quotidiano e alla messa a punto dei suoi strumenti). Acquistano centralità in tal senso le invenzioni della Prospettiva scientifica e della stampa a caratteri mobili, veri catalizzatori di un nuovo modo di “guardare” (e quindi di riprodurre) il mondo.

Il manuale riserva poi particolare attenzione all’esperienza manierista, sorta in contrapposizione alle norme artistiche codificate dai protagonisti della fase rinascimentale matura (come detto, orientate alla perfetta aderenza della rappresentazione al dato naturale). Di questa parentesi si mette in luce soprattutto la portata di “rottura” stilistica, che rallenta e fa regredire (richiamandosi a modi arcaici) l’incedere della modernità.

Le poetiche barocche vengono di seguito presentate - al riparo dalle tendenziose e riduttive riletture tardosettecentesche – nelle loro tre direttrici principali (“realista”, “classicista” e “sensualista”), come piena ripresa e sviluppo di quell’indirizzo naturalistico momentaneamente abbandonato dal secondo Cinquecento.

L’analisi delle esperienze artistiche neoclassiche, infine, evidenzia il loro contrapporsi alle torsioni flessuose e fantasiose (pienamente moderne) dell’illusionismo secentesco, con semplificazioni stilistiche già orientate ad una volontà di “astrazione” che rivela precoci sintomi di “contemporaneità”.

 

Gli Elementi di costume si preoccupano invece di ricomporre il quadro generale delle consuetudini di vita dell’epoca, nei termini di immaginario collettivo, di moda ed abbigliamento in senso stretto, di orientamenti di gusto in senso lato, nonché di comportamenti sociali. In questo blocco, l’esposizione adotta infatti uno sguardo di carattere sociologico, pur preoccupandosi di sottolineare i mutamenti stilistici occorsi nell’abbigliamento. 

  

>>> Il testo è in vendita esclusivamente presso le librerie che trattano testi scolastici

 

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 Recensione L'immaginario della modernità tra arte e costume
  Recensione - Gli stili nel tempo - di Antonio Cerchiari - dal sito Carmilla On Line 
  

 [.pdf]

[Attualmente il volume è in vendita solo presso le librerie che trattano testi scolastici. La redazione di Carmilla On Line, con cui uno degli autori, Gioacchino Toni, ha più volte collaborato, si associa al recensore nell'auspicare che l'opera sia diffusa anche nelle librerie normali. Si tratta infatti di un'introduzione alla storia dell'arte e del costume capace di interessare, per l'intelligenza e la novità della sua concezione, lettori d'ogni tipo.] (Valerio Evangelisti)

di Antonio Cerchiari 

Gli stili nel tempo rappresenta un’importante novità in ambito editoriale, visto che si tratta del primo esempio di manuale che collega con metodo esperienze artistiche e costume, in senso lato, ed abbigliamento, in senso stretto. Diciamo immediatamente che, nonostante venga presentato come manuale di Storia dell’arte e del costume (dunque la distribuzione esclusivamente presso le librerie scolastiche), il testo di Gioacchino Toni e Gianluca Ruggerini meriterebbe in realtà una diffusione più ampia, tale da consentire agli argomenti proposti - e alle modalità con cui sono trattati - di raggiungere agevolmente quel pubblico potenzialmente interessato ad una particolare lettura dell’immaginario moderno che sembra rifarsi, in parte, alla tradizione dei cultural studies anglosassoni. Non sono infatti qui le date delle “grandi battaglie”, o degli “avvenimenti ufficiali” a scandire la storia, quanto piuttosto le innovazioni tecnologiche e culturali, i mutamenti nei rapporti sociali e nelle consuetudini che strutturano l’immaginario collettivo di un luogo e di un’epoca.

Gli autori evidenziano come quella che può essere definita la “modernità artistica” salpi, attorno alla metà del XV secolo, sull’onda di alcuni eventi propulsori, influenzanti in senso razionalistico il pensiero ed il costume dell’Occidente. Nello specifico vengono indicate la prospettiva scientifica, nella sua intenzione di ridurre lo spazio in termini matematici, e la stampa a caratteri mobili, quale strumento di standardizzazione e diffusione del pensiero moderno. Toni e Ruggerini riprendo studiosi come Erwin Panofsky, Marshall McLuhann e Renato Barilli, autori che, più di tutti, hanno insistito sugli stretti rapporti tra arte, tecnologia ed immaginario collettivo. Viene così esplicitato il nesso tra lo spirito razionalistico che permea il primo Quattrocento toscano e l’azione profonda operata sulle coscienze del tempo tanto dalla prospettiva quanto dalla tipografia, entrambe viste, in sostanza, come manifestazioni proprie del processo di conquista della scena da parte della borghesia.

La prospettiva scientifica, notoriamente individuata da Panofsky quale forma simbolica della modernità, nel suo proporre/imporre una precisa visione del mondo (strutturata su di un impianto concettuale propriamente razionalistico), viene indicata nel testo come sottofondo dottrinale che, un secolo e mezzo dopo la prima affermazione, implicitamente confermato dagli studi di Galilei, Cartesio e Newton, arriva a condizionare irreversibilmente la forma mentis dell’età moderna. Circa la rivoluzione introdotta dalla stampa a caratteri mobili, il testo riprende poi le argomentazioni addotte da McLuhann (che al riguardo ha parlato di “galassia Gutenberg”), mettendo in luce la portata culturale e le implicazioni sociali dell’ “omogeneizzazione” razionale e seriale insinuata dal medium tipografico. È a partire da queste premesse, dunque, che gli autori de Gli stili nel tempo analizzano una produzione artistica avviata – a partire dal Quattrocento, seppur lentamente e localmente - ad affrancarsi dal dogmatico confronto con la realtà storicamente impostole dalla teologia, una produzione artistica orientata ad un nuovo rapporto, laico e razionale, con la rappresentazione del mondo.

La lettura fenomenologica delle trasformazioni e delle invarianze espressive proposta dal testo si sviluppa recuperando quello che Rentato Barilli definisce il primo studio sistematico dell’evoluzione stilistica: la cinquecentesca trattazione vasariana. Le tre diverse “maniere” individuate dall’aretino per ordinare il panorama artistico tra la fine del XIII e la metà del XVI secolo sono infatti riprese sull’onda del sottostante, originario sforzo di lettura metodologica. La trattazione vasariana, notoriamente legata ad un’idea di sviluppo artistico finalizzato alla resa mimetica della realtà, risulta dunque il punto di partenza dell’analisi proposta da Toni e Ruggerini. Da qui, gli autori procedono recuperando le teorie del puro-visibilismo, introdotte sul finire del XIX secolo da Konrad Fiedler, Adolf Hildebrand ed Hans von Marées e sviluppate ulteriormente, ad inizio Novecento, da Heinrich Wölffin.

Complessivamente, la lettura dell’epoca moderna condotta da questo manuale risulta estremamente coerente, centrata com’è sull’applicazione di una griglia concettuale di riferimento. Nessuna trattazione “impressionistica” relativamente ai singoli autori o alle diverse opere, nessun cedimento aneddotico alle leggende e ai miti proliferati attorno agli artisti. Le esperienze espressive sono, in altre parole, riportate con i “piedi a  terra”, analizzate e proposte all’interno di un “sistema arte” indagato in quanto proprio di un’epoca specifica ed a sua volta inserito all’interno di un contesto culturale, sociale e materiale altrettanto specifico.

Di pari passo all’analisi della produzione artistica, il testo si preoccupa in tal senso di «ricomporre il quadro generale delle consuetudini di vita dell’epoca, in termini di immaginario collettivo, di moda ed abbigliamento in senso stretto, di orientamenti di gusto in senso lato, nonché di comportamenti sociali». All’interno di queste ricostruzioni di contesto, si intrecciano considerazioni specifiche sull’abbigliamento e sulla moda. Gli autori indicano chiaramente come con il termine costume intendano riferirsi a quei «valori ideali condivisi da una collettività di individui storicamente e culturalmente determinata [...] ad usanze e credenze costanti e permanenti che caratterizzano, in una data epoca, il comportamento, il modo di essere, la vita sociale e culturale di una collettività».

Circa l’abbigliamento, il testo si sofferma soprattutto sul suo ruolo di mezzo di comunicazione che «ha a che fare con le relazioni che intercorrono tra gli individui all’interno di una determinata società». A tal proposito, particolarmente interessanti sono i riferimenti alle leggi suntuarie che hanno disciplinato, ben oltre l’abbigliamento, i rapporti di potere all’interno delle comunità. Dall’analisi degli autori, si evince in prima battuta come gli albori della modernità abbiano sancito la nascita del concetto stesso di moda; se il costume tradizionale – ieri come oggi - rappresentava l’invarianza di ciò che aveva a che fare con la vita quotidiana, la moda si è storicamente imposta come vera e propria proposta alternativa, tensione al rinnovamento.

Dal punto di vista dell’analisi delle esperienze artistiche, si segnala l’estrema importanza riservata alle poetiche manieriste - qui affrontate riprendendo l’impianto proposto dalla recente pubblicazione di Renato Barilli (Maniera Moderna e Manierismo, Feltrinelli, Milano 2004) – lette quali alternativa al Rinascimento maturo (non a caso prontamente recuperate dai contemporanei nel loro volersi “liberare” dai dettami rinascimentali). Degna di nota è anche l’indagine del Seicento barocco nelle sue tendenze realiste, classiciste e sensualiste e l’analisi delle varianti stilistiche caratterizzanti la fine XVII ed il XVIII secolo. Il testo si chiude con lo studio dell’epopea neoclassica, qui presentata non solo come contrapposizione alle torsioni dell’illusionismo secentesco, ma soprattutto nel suo indirizzarsi a semplificazioni stilistiche che sembrano anticipare il futuro superamento della modernità artistica.

Dal punto di vista delle consuetudini di vita e dell’immaginario collettivo, gli autori si soffermano su alcuni snodi epocali, tra questi si segnalano: il rapporto tra le già citate leggi suntuarie e lo sviluppo dell’abbigliamento (nei suoi legami con gli eventi culturali e materiali che attraversano le società); la donna agli albori dell’epoca moderna (indagata nel ruolo subalterno impostole di moglie e madre); la nascita del teatro moderno (nel differenziarsi sempre più rispetto alla funzione religiosa, e piegarsi ai desideri di laica autocelebrazione della borghesia mercantile); la ricaduta in termini di immaginario collettivo della conquista del Nuovo Mondo (proponendo il dibattito sviluppatosi in Europa circa il modo con cui guardare alle nuove popolazioni scoperte); lo svilupparsi della Riforma protestante e della conseguente Controriforma cattolica (eventi che oltrepassano decisamente l’ambito dottrinale finendo per incidere pesantemente e diffusamente sul costume sociale); la rivoluzione scientifica e la rivoluzione astronomica (nel loro epocale portato di novità in termini di percezione della realtà); il fenomeno della caccia alle streghe (analizzato non solo dal punto di vista della ricostruzione storica del fenomeno, ma anche nei meccanismi che sviluppano la produzione del capro espiatorio di turno); la costruzione dell’immagine del potere (volta a costruire e preservare rigide gerarchie sociali); il fenomeno della recinzione delle terre, del controllo delle risorse e dei flussi migratori (autentiche premesse della Rivoluzione industriale).

 

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duemila parole

Il nuovo millennio tra i paradossi dell’estetica e le estetiche del paradosso 
di  Gianluca Ruggerini

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   L’opera d’arte oggi va legittimamente pensata come “aperta”. Ciò significa che non esiste - non può esistere - un criterio di lettura/interpretazione unico, univoco, risolutorio.
  
 
duemila identità Corpi inquieti ed identità mutanti nell'arte contemporanea
di  Gioacchino Toni

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   L’arte ci segnala come ormai la rivolta della creatura frankensteiniana e dei replicanti di Blade Runner si stia estendendo anche agli esseri umani e come la scelta multidentitaria richieda un’adeguata fuoriuscita autodeterminata dai limiti del corpo.  … il corpo riconquista la centralità dell’arte, certo è un corpo inquieto, mutato o mutilato, sofferente o ricreato… ma, piaccia o meno, questo è l’uomo oggi e questo è, o può divenire, nel bene o nel male, il suo nuovo corpo… e la sua nuova identità.
 

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saveriogiannatempo

 

gli stili nel tempo

 Enrico Castellazzi

 

 Giuseppe Palumbo

 

Giovanni Mangiacapra

  

Ilaria Giaconi

  

 Gruppo Sinestetico

 

Roberto Pizzetti

 

 

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G.Toni, G.Ruggerini, Gli stili nel tempo. Esperienze artistiche ed elementi di costume nell'età moderna. (ag52)

 

L'opera narrativa di Valerio Evangelisti - Il ciclo dell'inquisitore Eymerich - Il ciclo del Metallo Urlante - La trilogia di Nostradamus (gh)

  

 Recensioni e Segnalazioni (09/2003): Titus Burckhardt, L’arte sacra in oriente e in occidente. L’estetica del sacro - Hal Foster, Design & Crime - Hal Foster, The Return of Real. (gh)

  

  Photo.doc - Self and Others. Fotografia ed identità. Note sulle esposizioni londinesi di Ori Gersht, Gilbert & George e Karlheinz Weinberger. (gh)

 

La bellezza. Analisi del concetto in una prospettiva di comparazione estetico-teologica (ll)

 

Circolazione a più sensi. Quando l'arte vive la dimensione pluri-percettiva e pluri-esperienziale (gh-gr)

 

Conversazione tra ag52 e Gruppo Sinestetico 

 

Manifesto del Movimento Sinestetico (Matteo Albertin - Antonio Sassu - Massimo Perseghin)  [grupposinestetico.it]

 

L’estetica giapponese: l’estetica diffusa, l’oscurità, la sublimazione - (mb)

 

Lanfranco Scorticati e il "sentimento del vero". Un percorso artistico tra le poetiche del "Ritorno all'ordine" e la rivoluzione Informale  - (gr) 

  

Arte e scienza del dare a vedere. Body Worlds, Atlantis Gallery, East London,UK - (gh) 

 

Quel davanzale sulla Via Lattea. L'arte e l'imponderabile struttura del cosmo - (gr) 

 

I giorni dell'anima. Diario visivo di un’esperienza con adolescenti psichiatrici - (gr)

 

Gina Pane. Il corpo, il sangue e... la sindone. L'arte di dare coscienza al corpo e corpo alla coscienza - (gh) 

 

Insoddisfazione dell'Essere ed arte del/nel/per Divenire. Conversazione con F.A. Miglietti - (gh) 

 

L'arte del dare a vedere.  Cinema e pittura in La belle noiseuse di Jacques Rivette (gh) 
 

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