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arte
/ editoria
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Recensioni
e Segnalazioni |
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Maniera
moderna e Manierismo |
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di
Gioacchino Toni
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Renato
Barilli, Maniera moderna e Manierismo, Feltrinelli, 2004,
pp.302, € 30,00.
L’autore,
in aperta polemica con la “lettura debole” proposta nel
1960 dallo storico dell’arte John Shearman, rilancia una
“lettura eroica” del Manierismo |
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inaugurata
da una parte della critica artistica di area austro-tedesca (es. Max
Dvorak, Walter Friedländer ed Arnold Hauser) nel corso della prima
metà del Novecento. In particolare Barilli struttura la sua analisi
recuperando lo studio dell’evoluzione stilistica proposto dal
Vasari nel corso del Cinquecento, ove vengono distinte le ben note
“tre maniere” (intese come sinonimi di “stili”).
L’introduzione di elementi di aderenza alla realtà già presenti
nella “prima maniera”, vengono sviluppati in senso scientifico
nella “seconda” ma, secondo l’analisi vasariana, è soltanto
con la “terza maniera”, o “maniera moderna”, che si
raggiungono esiti pienamente naturalistici (resa atmosferica,
rappresentazioni sciolte e vitali...). [continua]
Carmilla
On Line |
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Visioni
alterate (1/2) |
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L’abbandono
artistico della “retta via” operato da Blake, Füssli e Goya |
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di
Gioacchino Toni
e Gianluca
Ruggerini |
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Per
individuare le radici profonde di un’instabilità che si
riverbera anche a livello artistico e culturale, occorre
tornare alla Rivoluzione francese. In quanto epigono
illuminista ritortosi contro il razionalismo che lo ha
generato, essa apre ad una |
serie
di inquietudini esistenziali a cui la Restaurazione - con le proprie
risoluzioni politico-militari - non è in grado di fornire
soddisfacenti e durature risposte.
Ci riferiamo in particolare ai sentimenti di individualismo e di
rivolta che in quel fatidico 1789 trovano
la prima vera occasione di sfogo, imponendo universalmente
l’equazione libertà morale = libertà politica. Nel suo massimo
fulgore, l’età dei Philosophes si era mossa nell’alveo di
un’incontestata sensibilità “classica”, legata alla positiva
armonizzazione di dimensione ideale e tempo presente, ma tra il 1770
e il 1790 cominciano ad emergere in tutta Europa segnali di
incrinatura dell’ottimistica fede nella ragione e nei suoi custodi
culturali e politici. [continua]
Carmilla
On Line |
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Visioni
alterate (2/2) |
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L’abbandono
artistico della “retta via” operato da Blake, Füssli e Goya |
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di
Gioacchino Toni
e Gianluca
Ruggerini |
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La
pittura degli incubi di Johann Heinrich Füssli
Originario
di Zurigo, introdotto allo Sturm und Drang tedesco da Johann
Jakob Bodmer, Füssli completa la propria formazione col
tradizionale grand tour italiano per poi |
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trasferirsi
definitivamente in Inghilterra sotto il nome di Henry Fuseli.
La
letteratura ed il teatro rappresentano i veri punti di riferimento
dell’opera di Füssli, centrata soprattutto sulle suggestioni di
Omero, Dante, John Milton e William Shakespeare. Alle “tematiche
innaturali” desunte da questi autori lo svizzero accorda uno stile
pittorico altrettanto fantasioso, fatto di ardite torsioni dei
corpi, deformazioni mostruose e dimensionamenti inverosimili dei
diversi personaggi.
[continua]
Carmilla
On Line |
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Paul
Cézanne (1/2) |
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La
svolta contemporanea di Paul Cézanne (1/2) |
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di
Gioacchino Toni
e Gianluca
Ruggerini |
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Dopo
avere fatto tappa a New York (Museum of Modern Art) e a Los Angeles
(County Museum), la mostra Cézanne et Pissarro 1865-1885, che
propone un interessante parallelo tra la produzione dei due pittori, |
sarà a breve allestita a Parigi presso il Musée d'Orsay (Salles d'exposition
temporaire, dal 28 febbraio al 28 maggio 2006). In occasione
dell’imminente apertura dell’esposizione parigina vale la pena
insistere sulla sostanziale differenza esistente tra le proposte dei
due artisti: ancora interno a una logica moderna Pissarro,
indirizzato nella ricerca di nuove modalità di rappresentazione
della spazialità contemporanea Cézanne.
Questo breve scritto intende tratteggiare la portata delle novità cézanniane
anche alla luce delle tante mostre organizzate negli ultimi anni che
tendono, in qualche modo, ad annacquare la produzione dell’artista
di Aix en Provence all’interno di una sorta di indistinta nebulosa
impressionista che appare più utile a richiamare il grande pubblico
che non a un vero e proprio approfondimento. [continua]
Carmilla
On Line |
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Paul
Cézanne (2/2) |
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La
svolta contemporanea di Paul Cézanne (2/2) |
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di
Gioacchino Toni
e Gianluca
Ruggerini |
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Nato
a Aix in Provenza nel 1839, Paul Cézanne si affianca
cronologicamente alla compagine degli impressionisti, essendo
praticamente coetaneo di |
Alfred Sisley (1839-1899) e Claude Monet
(1840-1926) e di solo una decina di anni più giovane di Edouard
Manet (1832-1883) e Camille Pissarro (1830-1903). La sua vicenda
umana ed artistica incrocia in più occasioni le loro, ma
difficilmente i rispettivi esiti avrebbero potuto risultare più
distanti. Mentre infatti gli impressionisti portano a compimento il
ciclo della modernità - evidenziandone in ultima analisi anche il
“limite”, come abbiamo visto -, Cézanne, muovendosi in
tutt’altra direzione, apre la strada all’arte contemporanea (di
cui a buon diritto può essere considerato il vero padre). [continua]
Carmilla
On Line |
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Gli
stili nel tempo - La modernità |
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a
cura di ag52
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Recensione
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L'immaginario
della modernità tra arte e costume |
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Recensione
- Gli stili nel tempo
-
di Antonio Cerchiari - dal sito Carmilla
On Line |
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Gli
autori propongono... una particolare lettura dell’immaginario
moderno che sembra rifarsi, in parte, alla tradizione dei cultural
studies anglosassoni. Toni e Ruggerini riprendo studiosi come
Erwin Panofsky, Marshall McLuhann e Renato Barilli, autori che, più
di tutti, hanno insistito sugli stretti rapporti tra arte,
tecnologia ed immaginario collettivo.... [continua] |
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toni
/ ruggerini
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Storia
dell'arte e del costume |
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nell'età
moderna |
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G.Toni
- G.Ruggerini, Gli stili nel tempo, Clitt,
Roma 2005 |
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L’analisi
delle diverse fasi storiche che contraddistinguono l'epoca
moderna
(compresa tra l'inizio del XV ed i primi del XIX sec), risulta
scandita dal confronto tra Esperienze artistiche
ed Elementi di costume. |
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La
trattazione delle Esperienze artistiche segue un criterio “fenomenologico”,
volto a cogliere diacronicamente e sincronicamente il perpetuo
cambiamento degli stili in relazione ad individuati elementi di
invarianza epocale (il filo che ne lega e ne disciplina la
trasformazione). L’esposizione degli Elementi di costume
adotta invece uno sguardo più sociologico (preoccupandosi però di
indicare i mutamenti stilistici per quanto riguarda
l’abbigliamento in senso stretto). |
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G.Toni
- G.Ruggerini, Gli stili nel tempo, Clitt,
Roma 2005 |
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more
info >>
Introduzione
ed indice
[.pdf]
Gli stili nel tempo
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recensione
>> L'immaginario
della modernità...
di Antonio Cerchiari
[.pdf] |
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| Recensioni
e Segnalazioni (10/2003) |
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|
L'opera
narrativa di Valerio Evangelisti |
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a
cura di
Gioacchino Toni |
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v.evangelisti
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Note
su Valerio Evangelisti |
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Le
opere
di Evangelisti sono state tradotte in francese, tedesco, spagnolo, portoghese, brasiliano,
ebraico, ceco, slovacco, turco, croato e rumeno. |
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Ha
vinto il Premio Urania, il Premio Italia, il Prix Europe dell'Eurocon
di Praga, il Prix Italia per la radiofonia, il Premio
cinematografico FICE, il Prix Graham Masterton, il Prix Tour
Eiffel ed il Grand Prix de l'imaginaire.
more
info >> eymerich.com |
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|
I
romanzi
di Valerio Evangelisti |
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10/2003 (available
.pdf)
more
info >>
eymerich.com
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illustrazioni
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Illustrazioni
per Metallo Urlante |
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| Recensioni
e Segnalazioni (09/2003) |
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arte
sacra
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Specificità
dell’arte sacra. |
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gh
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Titus
Burckhardt, L’arte sacra in oriente e in occidente. L’estetica
del sacro, Tascabili Bompiani 2003
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Il
testo di Titus Burckhardt, Principes et methodes de l’art
sacre, rappresenta un buon punto di partenza per chi
voglia approfondire le peculiarità proprie dell’arte sacra
passando in rassegna induismo, cristianesimo, islamismo,
buddismo e taoismo.
09/2003
[complete]
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design
& crime
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Arte
e critica nella/della contemporaneità |
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gh
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Hal
Foster, Design & Crime, Postmediabooks, 2003.
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Questa
raccolta di saggi di Hal Foster si presenta come
polemica resa dei conti nei confronti delle recenti
modificazioni che hanno attraversato il design, l’arte,
l’architettura e l’intero sistema culturale. 09/2003
[complete]
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re-real
|
L'avanguardia
di fine secolo. |
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gh
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Hal
Foster, The Return of Real,The MIT Press 1999 (Third Printing)
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Dopo
i paradigmi di arte - testo negli anni ‘70 ed arte -
simulacro negli anni ‘80, saremmo
testimoni di un “ritorno del reale”. Gli ultimi tre
decenni di arte e teoria vengono qui indagati ripensando il
rapporto fra avanguardie storiche e nuove.
09/2003
[complete]
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| Recensioni
e Segnalazioni (05/2005) |
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G.Toni
- G.Ruggerini, Gli stili nel tempo. Esperienze artistiche ed
elementi di costume nell'età moderna, Clitt,
Roma 2005, 352pp., euro22,40 - ISBN 88-89140-15-1
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>>>
Il testo è in vendita esclusivamente presso
le
librerie che trattano testi scolastici
|
Introduzione
Indice:
[.pdf]
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Il
testo Gli stili nel tempo
analizza la Storia dell’arte e del costume nell’epoca moderna, secondo
una periodizzazione che la inquadra tra il XV ed i primi del XIX sec.
L’analisi delle diverse fasi storiche risulta scandita dal confronto tra
le Esperienze artistiche e gli Elementi di costume.
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Le
Esperienze artistiche introducono tanto le peculiarità
stilistiche del periodo in esame - con particolare attenzione al contesto
“culturale” (a livello di idee e di tecnologie) entro cui si
manifestano – quanto i protagonisti che le portano avanti. La
trattazione segue qui un criterio fenomenologico, volto a cogliere
diacronicamente e sincronicamente il perpetuo cambiamento degli stili in
relazione ad individuati elementi di invarianza epocale (il filo che ne
lega e ne disciplina la trasformazione).
La
trattazione si apre con l’analisi del Rinascimento, inteso quale atto di nascita
della “modernità” artistica: preso atto dell’emancipazione di un
nuovo stile dai linguaggi “duri” e “schematici” dell’arte
precedente, lo studio dei suoi tratti distintivi si traduce ipso facto
nella codifica di quelle che si riveleranno come costanti moderne,
riscontrabili anche nelle esperienze artistiche post-cinquecentesche. È
in tal senso l’ideale della “mimesi” (riproduzione fedele della
natura) a segnare lo stacco da ciò che c’era prima e a garantire la
continuità in ciò che viene dopo, perlomeno fino agli inizi
dell’Ottocento.
Partendo
dal discernimento fenomenologico di Giorgio Vasari (le sue famose “tre
maniere”), il testo sviluppa una chiave di lettura innovativa, che
rapporta le trasformazioni stilistiche a specifici assetti
dell’immaginario collettivo, indagato tanto nei suoli livelli culturali
“alti”
(di carattere intellettuale), quanto in quelli “bassi” (di carattere
“materiale”, legati al fare quotidiano e alla messa a punto dei suoi
strumenti). Acquistano centralità in tal senso le invenzioni della
Prospettiva scientifica e della stampa a caratteri mobili, veri
catalizzatori di un nuovo modo di “guardare” (e quindi di riprodurre)
il mondo.
Il
manuale riserva poi particolare attenzione all’esperienza manierista,
sorta in contrapposizione alle norme artistiche codificate dai
protagonisti della fase rinascimentale matura (come detto, orientate alla
perfetta aderenza della rappresentazione al dato naturale). Di questa
parentesi si mette in luce soprattutto la portata di “rottura”
stilistica, che rallenta e fa regredire (richiamandosi a modi arcaici)
l’incedere della modernità.
Le
poetiche barocche vengono di seguito presentate - al riparo dalle tendenziose
e riduttive riletture tardosettecentesche
– nelle loro tre direttrici principali (“realista”,
“classicista” e “sensualista”), come
piena ripresa e sviluppo di quell’indirizzo naturalistico
momentaneamente abbandonato dal secondo Cinquecento.
L’analisi
delle esperienze artistiche neoclassiche, infine, evidenzia il loro
contrapporsi alle torsioni flessuose e fantasiose (pienamente moderne)
dell’illusionismo secentesco, con semplificazioni stilistiche già
orientate ad una volontà di “astrazione” che rivela precoci sintomi
di “contemporaneità”.
Gli
Elementi di costume si preoccupano invece di ricomporre il
quadro generale delle consuetudini di vita dell’epoca, nei termini di
immaginario collettivo, di moda ed abbigliamento in senso stretto, di
orientamenti di gusto in senso lato, nonché di comportamenti sociali. In
questo blocco, l’esposizione adotta infatti uno sguardo di carattere sociologico,
pur preoccupandosi di sottolineare i mutamenti stilistici occorsi
nell’abbigliamento.
>>>
Il
testo è in vendita esclusivamente presso le
librerie che trattano testi scolastici
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Recensione
|
L'immaginario
della modernità tra arte e costume |
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Recensione
- Gli stili nel tempo
-
di Antonio Cerchiari - dal sito Carmilla
On Line |
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[.pdf] |
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[Attualmente
il volume è in vendita solo presso le librerie che trattano testi
scolastici. La redazione di Carmilla
On Line, con
cui uno degli autori, Gioacchino Toni, ha più volte collaborato, si
associa al recensore nell'auspicare che l'opera sia diffusa anche
nelle librerie normali. Si tratta infatti di un'introduzione alla
storia dell'arte e del costume capace di interessare, per
l'intelligenza e la novità della sua concezione, lettori d'ogni
tipo.] (Valerio
Evangelisti)
di Antonio Cerchiari
Gli
stili nel tempo
rappresenta un’importante novità in ambito editoriale, visto che
si tratta del primo esempio di manuale che collega con metodo
esperienze artistiche e costume, in senso lato, ed abbigliamento, in
senso stretto. Diciamo immediatamente che, nonostante venga
presentato come manuale di Storia dell’arte e del costume (dunque
la distribuzione esclusivamente presso le librerie scolastiche), il
testo di Gioacchino Toni e Gianluca Ruggerini meriterebbe in realtà
una diffusione più ampia, tale da consentire agli argomenti
proposti - e alle modalità con cui sono trattati - di raggiungere
agevolmente quel pubblico potenzialmente interessato ad una
particolare lettura dell’immaginario moderno che sembra rifarsi,
in parte, alla tradizione dei cultural studies anglosassoni.
Non sono infatti qui le date delle “grandi battaglie”, o degli
“avvenimenti ufficiali” a scandire la storia, quanto piuttosto
le innovazioni tecnologiche e culturali, i mutamenti nei rapporti
sociali e nelle consuetudini che strutturano l’immaginario
collettivo di un luogo e di un’epoca.
Gli
autori evidenziano come quella
che può essere definita la “modernità artistica” salpi, attorno
alla metà del XV secolo,
sull’onda di alcuni eventi propulsori, influenzanti in senso
razionalistico il pensiero ed il costume dell’Occidente. Nello
specifico vengono indicate la prospettiva scientifica, nella sua
intenzione di ridurre
lo spazio in termini matematici, e la
stampa a caratteri mobili, quale strumento di standardizzazione e
diffusione del pensiero moderno. Toni e Ruggerini riprendo studiosi
come Erwin Panofsky, Marshall McLuhann e Renato Barilli, autori che,
più di tutti, hanno insistito sugli stretti rapporti tra arte,
tecnologia ed immaginario collettivo. Viene così esplicitato il
nesso tra lo spirito razionalistico che permea il primo Quattrocento
toscano e l’azione profonda operata sulle coscienze del tempo
tanto dalla prospettiva quanto dalla tipografia, entrambe viste, in
sostanza, come manifestazioni proprie del processo di conquista
della scena da parte della borghesia.
La
prospettiva scientifica, notoriamente individuata da Panofsky quale
forma simbolica della modernità, nel suo proporre/imporre una
precisa visione del mondo (strutturata su di un impianto concettuale
propriamente razionalistico), viene indicata nel testo come
sottofondo dottrinale che, un secolo e mezzo dopo la prima
affermazione, implicitamente confermato dagli studi di Galilei,
Cartesio e Newton, arriva a condizionare irreversibilmente la forma
mentis
dell’età moderna. Circa la rivoluzione introdotta dalla stampa a
caratteri mobili, il testo riprende poi le argomentazioni addotte da
McLuhann (che al riguardo ha parlato di “galassia Gutenberg”),
mettendo in luce la portata culturale e le implicazioni sociali
dell’ “omogeneizzazione” razionale e seriale insinuata dal medium
tipografico. È a partire da queste premesse, dunque, che gli autori
de Gli
stili nel tempo
analizzano una produzione artistica avviata – a partire dal
Quattrocento, seppur lentamente e localmente - ad affrancarsi dal
dogmatico confronto con la realtà storicamente impostole dalla
teologia, una produzione artistica orientata ad un nuovo rapporto,
laico e razionale, con la rappresentazione del mondo.
La
lettura fenomenologica delle trasformazioni e delle invarianze
espressive proposta dal testo si sviluppa recuperando quello che
Rentato Barilli definisce il primo studio sistematico
dell’evoluzione stilistica: la cinquecentesca trattazione
vasariana. Le tre diverse “maniere” individuate dall’aretino
per ordinare il panorama artistico tra la fine del XIII e la metà
del XVI secolo sono infatti riprese sull’onda del sottostante,
originario sforzo di lettura metodologica. La trattazione vasariana,
notoriamente legata ad un’idea di sviluppo artistico finalizzato
alla resa mimetica della realtà, risulta dunque il punto di
partenza dell’analisi proposta da Toni e Ruggerini. Da qui, gli
autori procedono recuperando le teorie del puro-visibilismo,
introdotte sul finire del XIX secolo da Konrad Fiedler, Adolf
Hildebrand ed Hans von Marées e sviluppate ulteriormente, ad inizio
Novecento, da Heinrich Wölffin.
Complessivamente,
la lettura dell’epoca moderna condotta da questo manuale risulta
estremamente coerente, centrata com’è sull’applicazione di una
griglia concettuale di riferimento. Nessuna trattazione
“impressionistica” relativamente ai singoli autori o alle
diverse opere, nessun cedimento aneddotico alle leggende e ai miti
proliferati attorno agli artisti. Le esperienze espressive sono, in
altre parole, riportate con i “piedi a
terra”, analizzate e proposte all’interno di un
“sistema arte” indagato in quanto proprio di un’epoca
specifica ed a sua volta inserito all’interno di un contesto
culturale, sociale e materiale altrettanto specifico.
Di
pari passo all’analisi della produzione artistica, il testo si
preoccupa in tal senso di «ricomporre il quadro generale delle
consuetudini di vita dell’epoca, in termini di immaginario
collettivo, di moda ed abbigliamento in senso stretto, di
orientamenti di gusto in senso lato, nonché di comportamenti
sociali». All’interno di queste ricostruzioni di contesto, si
intrecciano considerazioni specifiche sull’abbigliamento e sulla
moda. Gli autori indicano chiaramente come con il termine costume
intendano riferirsi a quei «valori ideali condivisi da una
collettività di individui storicamente e culturalmente determinata
[...] ad usanze e credenze costanti e permanenti che caratterizzano,
in una data epoca, il comportamento, il modo di essere, la vita
sociale e culturale di una collettività».
Circa
l’abbigliamento, il testo si sofferma soprattutto sul suo ruolo di
mezzo di comunicazione che «ha a che fare con le relazioni che
intercorrono tra gli individui all’interno di una determinata
società». A tal proposito, particolarmente interessanti sono i
riferimenti alle leggi suntuarie che hanno disciplinato, ben oltre
l’abbigliamento, i rapporti di potere all’interno delle comunità.
Dall’analisi degli autori, si evince in prima battuta come gli
albori della modernità abbiano sancito la nascita del concetto
stesso di moda; se il costume tradizionale – ieri come oggi -
rappresentava l’invarianza di ciò che aveva a che fare con la
vita quotidiana, la moda si è storicamente imposta come vera e
propria proposta alternativa, tensione al rinnovamento.
Dal
punto di vista dell’analisi delle esperienze artistiche, si
segnala l’estrema importanza riservata alle poetiche manieriste -
qui affrontate riprendendo l’impianto proposto dalla recente
pubblicazione di Renato Barilli (Maniera Moderna e Manierismo,
Feltrinelli, Milano 2004) – lette quali alternativa al
Rinascimento maturo (non a caso prontamente recuperate dai
contemporanei nel loro volersi “liberare” dai dettami
rinascimentali). Degna di nota è anche l’indagine del Seicento
barocco nelle sue tendenze realiste, classiciste e sensualiste e
l’analisi delle varianti stilistiche caratterizzanti la fine XVII
ed il XVIII secolo. Il testo si chiude con lo studio dell’epopea
neoclassica, qui presentata non solo come contrapposizione alle
torsioni dell’illusionismo secentesco, ma soprattutto nel suo
indirizzarsi a semplificazioni stilistiche che sembrano anticipare
il futuro superamento della modernità artistica.
Dal
punto di vista delle consuetudini di vita e dell’immaginario
collettivo, gli autori si soffermano su alcuni snodi epocali, tra
questi si segnalano: il rapporto tra le già citate leggi suntuarie
e lo sviluppo dell’abbigliamento (nei suoi legami con gli eventi
culturali e materiali che attraversano le società); la donna agli
albori dell’epoca moderna (indagata nel ruolo subalterno impostole
di moglie e madre); la nascita del teatro moderno (nel
differenziarsi sempre più rispetto alla funzione religiosa, e
piegarsi ai desideri di laica autocelebrazione della borghesia
mercantile); la ricaduta in termini di immaginario collettivo della
conquista del Nuovo Mondo (proponendo il dibattito sviluppatosi in
Europa circa il modo con cui guardare alle nuove popolazioni
scoperte); lo svilupparsi della Riforma protestante e della
conseguente Controriforma cattolica (eventi che oltrepassano
decisamente l’ambito dottrinale finendo per incidere pesantemente
e diffusamente sul costume sociale); la rivoluzione scientifica e la
rivoluzione astronomica (nel loro epocale portato di novità in
termini di percezione della realtà); il fenomeno della caccia alle
streghe (analizzato non solo dal punto di vista della ricostruzione
storica del fenomeno, ma anche nei meccanismi che sviluppano la
produzione del capro espiatorio di turno); la costruzione
dell’immagine del potere (volta a costruire e preservare rigide
gerarchie sociali); il fenomeno della recinzione delle terre, del
controllo delle risorse e dei flussi migratori (autentiche premesse
della Rivoluzione industriale).
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duemila
parole
|
Il
nuovo millennio tra i paradossi dell’estetica e le estetiche del
paradosso |
| di
Gianluca
Ruggerini |
(available
.pdf) |
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L’opera
d’arte oggi va legittimamente pensata come “aperta”. Ciò
significa che non esiste - non può esistere - un criterio di
lettura/interpretazione unico, univoco, risolutorio. |
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| duemila identità |
Corpi
inquieti ed identità mutanti nell'arte contemporanea |
| di
Gioacchino Toni |
(available
.pdf) |
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L’arte
ci segnala come ormai la rivolta della creatura frankensteiniana e
dei replicanti di Blade Runner
si stia estendendo anche agli esseri umani e come la scelta
multidentitaria richieda un’adeguata fuoriuscita autodeterminata
dai limiti del corpo. … il corpo riconquista la centralità
dell’arte, certo è un corpo inquieto, mutato o mutilato,
sofferente o ricreato… ma, piaccia o meno, questo è l’uomo oggi
e questo è, o può divenire, nel bene o nel male, il suo nuovo
corpo… e la sua nuova identità. |
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(
français:
.pdf ) |
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guests |
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saveriogiannatempo
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Enrico
Castellazzi
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Giuseppe Palumbo
Giovanni
Mangiacapra
Ilaria
Giaconi
Gruppo
Sinestetico
Roberto
Pizzetti
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archive |
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G.Toni, G.Ruggerini, Gli
stili nel tempo.
Esperienze artistiche ed elementi di costume nell'età moderna.
(ag52)
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|
L'opera narrativa di Valerio Evangelisti
- Il ciclo dell'inquisitore Eymerich
- Il ciclo del Metallo Urlante - La trilogia di Nostradamus (gh)
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Recensioni e Segnalazioni
(09/2003):
Titus
Burckhardt, L’arte sacra in oriente e in occidente. L’estetica
del sacro - Hal
Foster, Design & Crime - Hal
Foster, The Return of Real. (gh)
|
Photo.doc
- Self and Others.
Fotografia
ed identità. Note sulle esposizioni londinesi di Ori Gersht,
Gilbert & George e Karlheinz Weinberger.
(gh)
|
La
bellezza. Analisi del concetto in una prospettiva di comparazione
estetico-teologica (ll)
|
Circolazione
a più sensi.
Quando
l'arte vive la dimensione pluri-percettiva e pluri-esperienziale (gh-gr)
|
Conversazione
tra ag52 e Gruppo Sinestetico
|
Manifesto
del Movimento Sinestetico.
(Matteo Albertin - Antonio Sassu - Massimo Perseghin) [grupposinestetico.it]
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L’estetica
giapponese: l’estetica diffusa, l’oscurità, la sublimazione
- (mb)
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Lanfranco
Scorticati e il "sentimento del vero". Un percorso
artistico tra le poetiche del "Ritorno all'ordine" e la
rivoluzione Informale
- (gr)
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Arte
e scienza del dare a vedere.
Body
Worlds, Atlantis Gallery, East London,UK - (gh)
|
Quel davanzale sulla Via Lattea. L'arte
e l'imponderabile struttura del cosmo - (gr)
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I giorni dell'anima. Diario
visivo di un’esperienza con adolescenti psichiatrici - (gr)
|
Gina Pane.
Il corpo, il sangue e...
la sindone. L'arte di dare coscienza al corpo e corpo alla coscienza -
(gh)
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Insoddisfazione
dell'Essere ed arte del/nel/per Divenire. Conversazione con
F.A. Miglietti - (gh)
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L'arte del
dare a vedere. Cinema
e pittura in La belle noiseuse
di Jacques Rivette (gh) |
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